Entrare nell’Altromondo

Molti druidi condividono l’amore per i luoghi selvaggi e con i resti di antiche vestigia.
Spesso i nostri viaggi ci portano a visitare terre pregne di storie e miti con paesaggi drammatici e le associazioni mitologiche ci infondono sensazioni particolarmente pregni di magia.
Ricordo particolarmente un viaggio in Cornovaglia di molti anni fa dove mi ritrovai davanti alla porta delle rovine del castello di Tintagel.
Si narra dell’ipotetica residenza dei personaggi del mito arturiano e come non ricordare in questo periodo Artù, non solo come re, ma nella forma di condottiero di una sorta di caccia selvaggia, comandante di una schiera di spiriti erranti tra questo mondo e l’altromondo.
Quando mi ritrovai dinanzi a la famosa porta, ormai emblema di quelle rovine, la mia mente e spirito furono immediatamente trasportate in un’altra dimensione, in una terra senza tempo, eppure ero li.
A prima vista forse si agita dentro di te la sensazione di essere sulla soglia della scoperta e di non sapere cosa ci sia oltre. Potrei accompagnarti in un viaggio in ciò che questa porta e luogo rappresenta. Inizieremo dal bordo dove la luce riflessa sulle pietre ci regala una cornice dorata, il confine dorato. L’oro ha un significato spirituale riconosciuto in molte culture e religioni in tutto il mondo. Le sue associazioni con il divino rappresentano l’illuminazione e la trasformazione spirituale, mentre oltrepassiamo il confine dorato otteniamo purezza, saggezza e realizzazione spirituale. La nostra realizzazione spirituale nell’attraversare la barriera d’oro ci ha portato nel velo bianco dove siamo purificati e portati alla pace, quindi siamo pronti ad approfondire… Come druidi arriviamo al confine della foresta con uno stato di coscienza elevato, ora iniziamo a vedere il mondo, il nostro bellissimo pianeta Terra con nuove lenti. La nostra Terra qui è simboleggiata dal verde e gli alberi che possiamo immaginare, i polmoni e il cuore della vita. Innanzitutto mentre entriamo nella porta la forza, la protezione e l’eternità si ottengono attraverso la conoscenza dei nostri alleati spirituali arborei, addentrandoci ulteriormente nella natura otteniamo protezione dall’albero di sambuco e fertilità e nuova vita dal salice. Tra i tronchi e i rami acquisiamo saggezza e ispirazione dal Nocciolo mentre camminiamo più in profondità. Alle Querce ci viene conferita una grande saggezza insieme a resistenza e longevità. Si giunge così alla promessa di vita eterna, devozione, fedeltà e lealtà simboleggiata dall’Edera che si arrampica sui tronchi delle Querce. Lungo questo percorso abbiamo sviluppato le nostre facoltà e i nostri sensi ponendo maggiore attenzione e percezione verso aspetti prima non conosciuti. Siamo così attratti dai luoghi antichi, dove sorgevano i nostri antenati, sentiamo lo spirito della terra simboleggiato da questa porta del castello di Tintagel. Siamo sulla soglia della terra, del mare e del cielo. Vediamo attraverso il paradigma dei nostri antichi antenati; siamo sensibili alle anime delle piante, degli animali e degli uomini che nei tempi passati vivevano tra queste mura, terra e coste. Potresti iniziare a notare uno o due volti di uomini o animali all’interno della pietra, lo scopo della loro anima echeggia nel vento, a significare “Le loro fatiche non devono essere vane, la luce è davanti a una grande rivoluzione dello spirito”. Ci chiediamo “Possiamo imparare dai nostri antichi antenati? Quali conoscenze e sistemi sono andati perduti e dimenticati nel tempo e nella civiltà moderna?” Sentiamo un sussurro nell’etere: “Forse la conoscenza è ancora qui ma nascosta”, ci viene in mente un vecchio detto: “Dove nascondi un sasso se non sulla spiaggia”. Siamo attenti alle pietre che costituiscono questo monumento antico, alle loro esistenze che si estendono per eoni nella storia più profonda, alle loro lunghe vite che vedono l’andare e venire di innumerevoli specie che hanno messo piede, ala o pinna su questo pianeta, eppure una profonda saggezza arriva a mente che la forza prevalente è sempre stata la Natura. La consapevolezza che le pietre vivono, ma a un ritmo quasi inconcepibilmente lento, che le loro molecole sono come tomi che registrano la storia col passare dei millenni. Questo porta un’epifania al nostro essere, al vivere in questo magnifico mondo. I nostri passi di illuminazione ci hanno convocato davanti all’arco, ora siamo pronti per entrare nell’Altromondo…. il mondo che è sempre stato qui…